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Dove Eravamo Rimasti ?

questo l’incipit trainante, ereditato da Enzo Tortora, interpretato come quel filo sottile che lega il tempo trascorso al presente.

Federico Iaccarino,

fotografo di Piano di Sorrento classe 1945. Sono da sempre innamorato di un’arte che ho conosciuto per casualità nella mia vita, la fotografia.

Il fotografo è quella persona che scrive i suoi racconti utilizzando come penna la luce e la fotografia è il suo componimento.

La fotografia per me è composta da quattro elementi fondamentali, il fotografo, la luce, il soggetto e la tecnica.

Difatti il mio negozio si chiamava Foto Tecnica, proprio perchè la tecnica ai tempi dello scatto in analogico era alla base della riuscita delle fotografie.

Ricordo sempre l’ansia che c’era dietro un servizio fotografico, la paura che le foto non sarebbero state un capolavoro e attendevo la consegna delle fotografie come un bambino che aspetta il Natale.

La mia passione mi ha portato a viaggiare, a conoscere artisti e proprio questo mi ha donato la voglia di tirar su negli anni tra il 1970 ed il 1980 un locale storico di Piano di Sorrento, una balera forse una tra le prime in penisola il “Vrum Vrum”, e quella sera del 1980 io ero in discoteca e si scatenò davvero l’inferno, qualcosa che non dimenticherò mai…90 secondi interminabili tra urla e panico dei miei clienti e poi la fuga disperata.

Nei miei discorsi molte volte mi capita di usare un’espressione di un personaggio molto importante dei miei tempi Enzo Tortora, giornalista ed uomo di cultura, che era ritoranto sugli schermi della Rai per riprendere il programma “Portobello” da dove lo aveva lasciato ed iniziò la trasmissione con queste parole, “Dove eravamo rimasti?” e qui Francesca Esposito, ci ha messo il suo, mi ha dato la giusta molla per realizzare insieme questo progetto fondendo così il mio archivio fotografico e sua capacità di usare la tecnologia e la comunicazione.

Francesca Esposito curatrice della Mostra Macerie

Insieme al Maestro Federico Iaccarino abbiamo pensato che in questo momento particolare che stiamo vivendo era giusto dare un segnale forte ed importante per far si che la vita non si fermi.

Riportare alla mente i ricordi che hanno segnato sia positivamente che negativamente la nostra storia è un dovere per le nuove generazioni ed è anche un momento per ricordare le persone che non ci sono più.

La mostra Macerie, nasce proprio con questo intento, ricordare e non fermarsi. Oggi la socialità è diventata un ricordo di una vita precedente, il condividere oggi avviene attraverso l’ausilio della tecnologia, nemica ed amica allo stesso tempo.

Il ricordo della nostra vecchia vita, ci fa capire come in pochi attimi tutto possa essere spazzato via, come accadde il 23 novembre del 1980.

Ricordiamo una pagina di un giornale in particolare il Mattino che il 24 novembre titolava così con l’urlo di disperazione del presidente della Repubblica “Fate Presto”, dopo 40 anni quel grido è attuale, si “fate presto” perchè assistiamo attoniti ad un terremoto sociale ed economico e molto silenzioso.

Dopo 40 anni le foto dell’esercito con i fazzoletti sulla bocca sembrano la nostra attualità, ma con mezzi moderni le mascherine.

Facciamo si che la memoria non si perdi, facciamo si che si che le vecchie storie di paese non restino dimenticate, facciamo si che la storia ci aiuti sempre di più e ci insegni il futuro.

Grazie per il tempo che dedicherete a visitare la nostra mostra virtuale.

Francesca Esposito

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